Ma fidatevi, quest'intervento era pronto da oltre quindici giorni. Peccato che lo finii di scrivere alle 23:02, e come molti di voi sanno a casa ci staccano la connessione ogni sera all 22.54 perché non vogliono che i ragazzi si connettano di notte -.-" mi sono tenuto la bozza salvata, e qualche giorno dopo ho provato a ripubblicarla, aggiornandola leggermente; il caso ha voluto che, proprio mentre finivo di scrivere le ultime cosette, Blogger decidesse che era il caso di aggiornare il sito e fare manutenzione non programmata, inserendo una nuova grafica... la gestione del blog é stata semplificata, ma ho perso la bozza.
Per la rabbia, l'ho lasciato perdere, e poi ci sono state le vacanze, lo so, ma sto dipingendo il capanno degli attrezzi e studiando.
Ok, tornando a noi, ecco l'intervento generico tanto atteso, in cui vi spiego un po' di fatti vari e vi passo anche le attesissime foto.
Iniziamo subito, o non iniziamo piú.
Ah, no, devo dire un'ultima cosa a tutti quelli che mi continuano a chiedere quando faró la presentazione su Leopardi alla classe: l'ho fatta la settimana scorsa!
E il risultato sono state una lunghissima serie di facce attonite (non so se per sterilitá culturale o al contrario per affascinamento... ma credo piú la prima), un ragazzo ha addirittura mantenuto la stessa espressione per tutto il tempo. Peró un'altra sul pessimismo cosmico si stava a sentir male. Dalle risate.
Don't ask...
Bene, partiamo.
*Dal momento che non so esattamente chi legga questo blog, mi manterró sempre carino e coccoloso come al solito. If you know what I mean.*
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Se vogliamo proprio arrivare alle radici di tutto quello che ho passato in questi mesi di inattivitá dello Spaesato (si chiamava "aitia" la causa primaria? Reminescenze vecchissime...), dobbiamo risalire ai primi di dicembre.
In quei giorni circa una quindicina di poveri sfigati privi di un centro locale AFS di riferimento (un quarto circa del totale degli exchange students, quindi), si riunirono per un weekend a Stoccolma, come attivitá comune in mancanza di quelle localizzate. Ero tra loro, ovviamente... e Skype a parte non vedevo nessuno di loro (tranne un paio di quelli di Falun) dall'arrivo il 19 agosto, quindi era un momento che aspettavo da tanto tempo.
É in momenti come questo che ti rendi conto di tutta una serie di fatti, inizi a chiamare le cose col proprio nome e attraverso il confronto ottieni un quadro piú completo della situazione, grazie al quale puoi deciderti sul da farsi. Quindi da quel weekend ho capito essenzialmente tre cose:
- il 10 agosto 1628 il veliero reale Vasa naufragó, per un difetto strutturale, il giorno dell'inaugurazione nel porto della capitale svedese;
- il relitto fu poi recuperato piano piano nel corso del secolo scorso ed é attualmente esposto in un museo apposito;
- era il caso di chiedere il cambio famiglia.
Ho dato un paio di settimane di fiducia agli Edsbyniani nei quali ho agito secondo il principio "se Maometto non mi dá corda, proveró a forzare Maometto", ma dal momento che Maometto si é dimostrato piú rigido della montagna, attorno a metá mese ho chiamato AFS e, al termine di un ancoscioso iter comprendente anche un ritorno a Stoccolma per un colloquio col "boss", li ho convinti dell'effettiva esistenza del mio problema. Certo, tra i "pensaci bene" ed "é un fatto eccezionale", dalla prima richiesta al cambio effettivo sono passati piú di due mesi, ma come minimo é finita bene.
Di Edsbyn, non sento piú praticamente nessuno, fatta eccezione per la famiglia (in modo assai sporadico) ed Elin, l'unica ragazza che a scuola mi trattava in modo quantomeno umano e con la quale negli ultimi tempi avevo fatto amicizia; per il resto buio totale, e me ne dispiace davvero poco.
Qua non solo ci sono altri exchange student, ma mi ci é voluto davvero poco per farmi degli amici svedesi a scuola. Non saranno italiani, ma é gente normale, almeno. E molti sono addirittura persone interessanti.
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Potrei scrivere tante altre cose, ma non lo faró, almeno non per il momento: vi daró invece qualche comuniazione di servizio.
Tra 60 giorni esatti, torno in Italia. A tratti mi sembra bellissimo, qualche volta sollevante, piú spesso ingiusto, una forzatura. Non vi nascondo che tornare mi fa paura, piú di quanto non me ne abbia fatta la partenza. Peró devo, é parte dell'esperienza.
In questi 60 giorni mi piacerebbe essere letteralmente ricoperto dalle vostre curiositá, cosí da poter scrivere ancora tanto; un paio di interventi li ho in mente, ma in due mesi posso scrivere qualcosa di piú.
Tuttavia, attenzione, lo Spaesato NON chiude il 2 luglio. Non chiude e basta, in realtá. Avró ancora tanto da raccontare, poco ma sicuro, e comunque il blog deve restare aperto a beneficio di chi dopo di me vivrá questa assurda e meravigliosa esperienza.
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Eccovi, intanto, qualche foto (altre presto, molto presto, ve lo prometto).
Queste sono tre immagini di Ucklum quando sono arrivato. Bellissimo, ma tutto beige, eh? È perché la neve si era sciolta da poco. Adesso non é piú cosí.
Queste due foto sono state scattate durante la gara fotografica che abbiamo fatto tra tutti i ragazzi di Intercultura a Göteborg il mese scorso. Come potete vedere, adesso le cose sono molto piú verdi. Presto vedrete fino a che punto...
Vi ricordate che volevo farvi vedere quanto era gigantesco il tavolo della roba da mangiare a Natale? Beh, sappiate che la foto ne ha tagliato un pezzo, e che i dessert avevano un posto a parte, quasi altrettanto grande.
Ci vediamo presto ^^
we wait your work!!! XD
RispondiEliminacerto che con blogger sei stato secciato... ma quando arriverai in Italia cosa pensi ti mancherà di più della Svezia????
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